LIVE REPORT - RÈTRO: Clubhouse Matera, Grotta Dei Pipistrelli, Indian Bikers Motorcycle Club, Nomads Crew, 27 dicembre 2025 / di Leonardo Centola

 


Il 27 dicembre 2025, mentre il mondo era ancora appesantito da panettoni e sensi di colpa, i Rètro (Valentina ai microfoni, Nicola che maltratta, con amore, le sei corde, Onofrio che fa vibrare le quattro corde e raddoppia ai microfoni, e Vanni che picchia su pelli e piatti come se non ci fosse un domani, per dare vita a un gruppo noise post-rock nato a Bari), hanno deciso di fare una cosa molto poco natalizia. Suonare usando l’ansia come se fosse una disciplina olimpica. Sono bastati pochi secondi dall’inizio del Live alla Clubhouse degli Indian Bikers di Matera per capire che questa band non era lì per coccolarti. Perché i Rètro non fanno canzoni. Costruiscono un unico organismo sonoro, una specie di creatura tentacolare divisa in capitoli. Stesso lessico emotivo, stessa materia oscura, stessa urgenza. Nessun singolo da canticchiare sotto la doccia. Questo si chiama coraggio artistico o lucida incoscienza? Si parte con Psycho, che è esattamente ciò che promette. Un mantra disturbante che ti avvolge le spalle e ti dice “rilassati” mentre stringe sempre di più. Suoni scuri, pressione costante, groove compatto e ipnotico. È l’attesa di qualcosa che non arriverà mai, ma che nel frattempo ti guarda da dietro le quinte. Poi arriva Vittime, e qui la tensione smette di essere solo interiore, diventa sociale. Il canto sa di denuncia, rabbia compressa, disillusione condivisa. Il brano è diretto, ruvido, senza diplomazia. Un’eco lontana di certo alternative rock di verdeniana memoria aleggia, ma senza nostalgia alcuna.

 
R è t r o

Controverso invece decide di non decidere. È ambiguo, irrequieto, sospeso. Un brano che sembra chiedersi continuamente se crollare o restare in piedi. Molto Tom Yorke-approved, diciamo così, senza mai diventarne una copia. La ritmica non guida, accompagna; la voce oscilla tra controllo e cedimento, come una corda troppo tesa. Con Vibrion il concerto smette quasi di “raccontare” e inizia a vibrare. Letteralmente. È un movimento interno, fisico, una pulsazione costante. Sembra un brano dei Massive Attack ma privato dei synth e di ogni possibilità di digital comfort. Cut Me è una lama sonora. Breve, diretto, viscerale. Niente fronzoli, solo carne viva. Segue Paralisi che fa una cosa stranissima, suona l’immobilità. Tensione senza movimento, blocco emotivo reso suono. È come essere fermi mentre tutto dentro spinge per scappare. Vedova abbassa il volume ma aumenta il peso specifico. È cupa, introspettiva, rituale. Parla di perdita e assenza senza urlare, lasciando che sia il silenzio a fare più male delle parole. Con Peso, invece, la gravità diventa protagonista. E non è una metafora, il brano con il suo noise-funky ti schiaccia, denso, inesorabile. Non ti spinge avanti, ti tiene giù. E poi Kamikaze, che arriva come una scelta irrevocabile. Autodistruttiva, irruenta, senza via di fuga. Non racconta una storia: la compie.

A rendere il live della Band Rètro ancora più intenso ed emozionante è stata la presenza di due voci sul palco, una femminile ed una maschile, le cui alternanti dinamiche vocali hanno reso l’esibizione particolarmente coinvolgente. Quando tutto finisce, è chiaro che i Rètro sono una band radicale, coerente e perfettamente consapevole di stare lontano da ogni zona di comfort. Trasforma concetti astratti in esperienze fisiche, sa esattamente cosa non vuole essere e, soprattutto, accetta il rischio di spingersi ancora oltre. Ed è proprio lì che succede qualcosa di interessante. Quando una band smette di cercare uno stile e inizia a metterlo in pericolo, proprio in quel punto, dimostra di essere già parecchi passi avanti rispetto alla media. Grazie ancora ai grandi Indian Bikers per continuare a ospitare musica che non chiede permesso e non promette soluzioni ma solo domande e parecchia tensione emotiva.

Vedova   https://www.youtube.com/watch?v=JO5kC6nC-A0

Vittime   https://www.youtube.com/watch?v=RFZQHj3eNAs

Paralisi https://www.youtube.com/watch?v=GT8L9p815XQ


Commenti

Post popolari in questo blog

FROM THE PAST - RISTAMPE: TELL TALE HEARTS, THE THINGS, GLI AVVOLTOI, THE MORLOCKS, THE SACRED MUSHROOMS / di Luca Sponzilli

RECENSIONI - VERONIKA VOSS: The Bomb Exploded Here” (EP, 2024, cooproduzione Nos records, Discordia records, Scum in trance) / di Leonardo Centola

RECENSIONI: MOON'S MALLOW: "Moon’s Mallow" (Autoproduzione, 2025) - 10 tracce e un’esplosione di cuore fuzz / di Leonardo Centola