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DIPARTITE - DAVE GREENSLADE: (1943 - 2026): "Il Pentateuco dell'Era Progressive" / di Pierdomenico Scardovi

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                                  Dave Greenslade Il 14 giugno 2026 se n’è andato uno dei più grandi tastieristi dell’età progressive: ci ha lasciato all’età dei 83 anni DAVE GREENSLADE. E’ stato tra l'altro tra la fine degli anni '60 e i primissimi '70 l’anima dei grandissimi Colosseum ed uno dei più grandi compositori per tastiere del livello di Keith Emerson, Rick Wakeman, Dave Stewart, Richard Wright, Tony Banks, Mike Ratledge, purtroppo molto meno citato di questi nomi nelle cronache musicali.    Greenslade: Dave Greenslade è il secondo da  sinistra  Dave Greenslade, è stato un compositore complesso, ha trainato i Colosseum del batterista Jon Hiseman e del fiatista Dick Heckstall-Smith verso il trionfo di “ Valentyne Suite ”, il loro secondo album del 1969 all'insegna di un prog-jazz-blues davvero prodigioso. La carriera solista con la sua band GREENSLADE iniziata nel dopo...

FROM THE PAST - CHRIS CORNELL: "Euphoria Mourning" (1999, A&M Records) / di Nino Colaianni

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Ci sono album che non nascono per fare rumore, ma per scavare un solco. Quando il 21 settembre 1999 esce " Euphoria Mourning" (originariamente pubblicato come " Euphoria Morning")  di Chris Cornell , il mondo della musica si aspetta l'urlo primordiale dei Soundgarden, le chitarre sature del grunge o la sfrontatezza rock degli anni '90. Invece Cornell spiazza tutti. Si toglie l’armatura del dio del rock e si siede al tavolo, fragile, nudo, imbevuto di una malinconia psichedelica e senza tempo. Al suo fianco, in questo viaggio di decompressione e rinascita, c'è un architetto sonoro d'eccezione: Alain Johannes . La fine di un'era e la ricerca di una nuova voce danno vita così ad un capolavoro intimo, nato dall'incontro tra due anime straordinarie. Nel 1997, la rottura dei Soundgarden lascia Cornell in un limbo creativo e personale. La pressione di essere l'icona di un genere (il grunge) che stava tragicamente implodendo, è devastante. Chr...

ORIGINAL SERIES SOUNDTRACK - NICK CAVE & WARREN ELLIS: "The Death of Bunny Munro" -- "Jo Nesbø’s Detective Hole" / di Pasquale Boffoli

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  NICK CAVE e il fedele WARREN ELLIS stanno lavorando a del nuovo materiale per un prossimo lavoro dei BAD SEEDS dopo " Wild God " (2024) e " Live Gold " (2025). I loro ritmi proverbialmente frenetici hanno permesso la realizzazione negli ultimi tempi anche delle soundtrack di due serie televisive, " The Death of Bunny Munro" e "Jo Nesbø’s Detective Hole". "The Death Of Bunny Munro" Soundtrack (Invada: Bristol label, 2025) La Trama: " Bunny Munro è un venditore porta a porta di prodotti di bellezza ossessionato dal sesso: dopo il suicidio della moglie Libby entra in una spirale fatta di sesso, alcool e disperazione trascinando il suo giovane figlioletto di nove anni Bunny Jr. in un caotico 'road trip' attraverso il Sussex, nell'Inghilterra del sud, mentre è in giro un serial killer". La serie ha debuttato il 20 Novembre 2025 su TV Sky Atlantic Original britannica (in Italia su Sky e NOW): con Matt Smith nel ...

ANNIVERSARI - 1926-2026: 100 ANNI, IL SECOLO BREVE DI MILES DAVIS / di Sergio Spampinato

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  Il 26 maggio 1926 nasceva Miles Davis .100 anni fa come oggi. In questo lungo arco di tempo è stato detto tutto, e anche il suo contrario.  Prendendo a prestito l'idea dello storico Hobsbawm, che ha dato nome al suo celebre saggio, " Il secolo breve ", si può affermare che anche il secolo di Miles Davis ha subìto cambiamenti repentini e traiettorie diverse, anzi succedutesi nell'ancor più breve arco temporale di circa un ventennio che va grossomodo dal 1949 al 1969, in cui sono esplose e sono state tracciate ben 4 traiettorie differenti. La prima, il Cool Jazz , caratterizzato da un arricchimento con il modello della scrittura colta europea, di cui Gil Evans fu mentore e arrangiatore, oltre che sostegno morale di Miles al suo ritorno da Parigi negli Stati Uniti e nel periodo iniziale di uso di eroina. La seconda fu quella intensissima e oltremodo prolifica del quintetto, poi sestetto, con John Coltrane e Cannonball Adderley ai sassofoni, Red Garland al piano, Pa...

RECENSIONI - KEVIN MORBY: "Little Wide Open" (Dead Oceans, 15 Maggio 2026) / di Marco Fanciulli

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               La copertina di "Little Wide Open" Kevin Morby: il cantore della provincia americana  Kevin Morby è un cantautore americano che rientra nell'ultima generazione di un filone antico e consolidato, quello che genericamente passa sotto il nome di Americana, non propriamente un genere ma un contenitore accomunato dal minimo comun denominatore di musiche di ambiti country e roots-rock con la cornice della sterminata provincia statunitense.  Morby nasce a Lubbock, nel Texas più profondo e rurale. Il lavoro del padre lo porta a viaggiare per gli States fino all’età di diciassette anni quando si trasferì a New York.  Le sue prime esperienze musicali risalgono al 2009, quando Morby entra in qualità di bassista nel gruppo di area roots-country-noise dei Woods , con i quali produce tre album, seguite poi da nuove esperienze nel 2011, anno in cui lasciò i Woods per formare The Babies , formazione garage-punk insieme all’amico Cas...

RECENSIONI - PAUL McCARTNEY: "The Boys Of Dungeon Lane" (2026, Capitol Records) / di Nino Colaianni

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  Paul McCartney ha fatto qualcosa di apparentemente impossibile: ha pubblicato un album che non puzza di nostalgia fine a se stessa, ma che vibra di un'energia incredibilmente fresca. " The Boys of Dungeon Lane " è il suo diciottesimo lavoro solista (difficile stabilirne con certezza il numero). Il filo conduttore è chiaro fin dal titolo: un viaggio a Liverpool, ma non in quella della Beatlemania, bensì in quella ancora precedente. È il racconto delle strade di Speke, delle camminate con John e dei viaggi in autostop con George. La produzione è stata affidata ad Andrew Watt (fresco del lavoro con i Rolling Stones ), che spinge molto sull'acceleratore, regalando un suono enorme, a tratti persino un po' saturo e compresso, ma che sposa perfettamente la voglia di Macca di graffiare ancora. Paul imbraccia e suona quasi tutti gli strumenti, tornando a quell'approccio artigianale e "fatto in casa" che non sentivamo dai tempi di " McCartney III...

RECENSIONI - LIBRI: "NOI", di Evgenij Zamjátin (Editore: Fanucci - Collana Piccola biblioteca del fantastico, 2021 / di Nazzareno Martellucci

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  L'estetica cubofuturista di "Noi"  Scritto nel 1921, nel pieno dell'effervescenza delle avanguardie storiche, " Noi " di Evgenij Ivanovic Zamjatin è molto più del capostipite del romanzo distopico: è un dirompente esperimento visivo. Leggere questo capolavoro significa sfogliare una galleria d'arte in cui la pagina scritta si trasforma in una tela cubista e, al contempo, in un manifesto futurista in movimento. Zamjatin, ingegnere navale prestato alla letteratura, proietta sulla pagina l'ossessione per la geometria, il cemento e l'acciaio che respirava nella Russia dei suoi anni.                         Evgenij Zamjatin La vicenda si svolge nel ventiseiesimo secolo dentro lo Stato Unico , una società transennata da un muro di vetro dove gli esseri umani hanno perso il nome, sono rimasti solo dei "numeri" e vivono esistenze matematicamente regolate da tabelle orarie. Il protagonista, l'ingegnere D-503 , è il fedele...