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SPECIALI - COUNTRY JOE McDONALD (1942-2026): "Dalla psichedelia sofisticata dei Fish allo sberleffo velenoso militante contro il bellicismo americano" / di Pasquale Boffoli

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I N T R O : "L'ultimo eroe di Monterey e Woodstock"  Joseph Allen McDonald, detto Country Joe McDonald (nato l'1 gennaio 1942), è stato un songwriter, chitarrista, polistrumentista e cantante statunitense, famoso soprattutto per essere stato negli anni '60 agli inizi della sue vicende artistiche ed esistenziali il leader del gruppo di rock psichedelico di San Francisco (USA ) Country Joe and the Fish che fondò con il chitarrista Barry "The Fish" Melton nel 1965. Ci ha lasciati a 84 anni lo scorso 7 marzo 2026. Questo è il mio omaggio alla  sua arte musicale multiforme e alla sua vita intensa di oppositore mai domo fino alla fine dei suoi giorni alla politica bellicista del governo americano. Se fosse ancora con noi sarebbe certamente un feroce anti-trumpiano e un fiero oppositore dell'ideologia M.A.G.A. anche alla sua veneranda età: ecco perché i suoi dischi, le sue liriche sono oggi di un'attualità incredibile alla luce dei continui arroganti...

APPROFONDIMENTI - Il Punk anni duemila dei pugliesi KapaDura: tematiche e intervista/ di Pasquale Boffoli

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      Kapadura, da sinistra: Giandavide Palumbo,                Pasquale Dibari, Dario Contessa  KapaDura sono una punk band di Mola di Bari (in provincia di Bari) dal tiro micidiale, davvero 'killer', come non mi capitava di ascoltare da tempo: i brani di questo trio hanno un taglio ritmico compatto e serratissimo, quasi 'hardcore punk'. Ho assistito per un po' alle loro prove presso gli Spectra Studios, la sala prove rock più 'figa' di Bari, punto di riferimento di alcune delle migliori band del circuito rock di Bari e provincia. Sono rimasto piacevolmente stupito anche perché negli ultimi tre decenni la scena punk locale non ha per nulla brillato per ricchezza di proposte e di musicisti, a favore soprattutto di una più vivace e frastagliata scena heavy-metal (e filiazioni varie) ed una stoner-psichedelica prodigiosa con band notevolissime come That's All Folks!, Anuseye e Crampo Eighteen: il periodo più fecondo del punk bare...

RECENSIONI - BILL CALLAHAN: "MY DAYS OF 58” (Drag City Records, 2026) / di Rocco Sfragara

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Non si nasconde più da tempo dietro la sigla Smog , Bill Callahan , ormai da 20 anni, come se le sperimentazioni autoriali cominciate alla fine degli anni ’80 fossero servite per raggiungere un’identità ben precisa come il cantautore intimo e minimale che è oggi, un po’ come il suo amico Will Oldham ( Bonnie ‘Prince’ Billy), forse giusto più etereo ed eclettico di lui. L’espressività della voce baritonale (spesso discorsiva come il suo punto di riferimento Lou Reed) ha dato una connotazione, una riconoscibilità particolare, alle canzoni di Bill Callahan, sempre più legate alla sua sfera personale e meno pungenti e sarcastiche rispetto al periodo Smog.                                   Bill Callahan " My Days of 58 ", pubblicato il 27 Febbraio 2026, nasce dai concerti immortalati nel bellissimo e necessario live " Resuscitate!" del 2024 che riprendeva i suoi vecchi brani reinventati completament...

DOCUMENTARI - "PAUL McCARTNEY - MAN ON THE RUN": Il peso della libertà (Morgan Neville, 2025, 2 ore e 6 minuti) / di Nino Colaianni

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  Il documentario (diretto da Morgan Neville ) esplora uno dei periodi più turbolenti e affascinanti della storia del rock: la "rinascita" di Paul McCartney dopo lo scioglimento dei Beatles. Cosa fa l'uomo che ha fatto parte della band più grande del mondo quando, improvvisamente, quella band non esiste più? " Man on the Run " non è il solito documentario celebrativo sui Beatles; è il ritratto psicologico di un artista che deve imparare di nuovo a camminare, o meglio, a volare. Man on the Run (Music from the Motion Picture Soundtrack) ll film si apre nel 1970, in un clima di macerie legali e personali. Vediamo un Paul McCartney inedito: fragile, isolato nella sua fattoria in Scozia, quasi schiacciato dal peso dell'eredità dei Fab Four. La narrazione segue la sua lenta risalita, spronato dalla moglie Linda Eastman, fino alla scommessa folle dei Wings. Non è stata una strada in discesa. Il documentario sottolinea con onestà i dubbi della critica e le diffi...

FROM THE PAST - BLONDE ON BLONDE: "Rebirth" (1970, Ember Records) / di Maurizio Spinozzi Tancredi

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  Durante la loro breve esistenza, dal 1967 al 1971, gli inglesi Blonde on Blonde, provenienti da Newport, incisero solo tre album. Il primo di questi, " Contrasts" (1969, Pye Records) richiese quasi due anni per essere pubblicato, ma il secondo album seguì relativamente in fretta, poco più di un anno dopo. Tra il primo e il secondo album, il cantante e chitarrista (nonché leader de facto della band) Ralph Denyer lasciò il gruppo, per essere sostituito da David Thomas . Considerata la grave battuta d'arresto rappresentata dall'uscita di Denyer e la difficoltà che la band ebbe nel trovare materiale per " Rebirth" , i presagi non erano buoni per il secondo album. È quindi piacevole poter affermare che invece questa pubblicazione è generalmente riconosciuta come il miglior album della band. Rebirth è stato ripubblicato rimasterizzato nel 2009 da What Records con una copertina diversa/foto pubblicitaria raffigurante la band in posa in un vecchio castello.     ...

DIPARTITE - CHIP TAYLOR (1940 - 2026): "Cose Selvagge e altre storie"/ di Pasquale Boffoli

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  L'americano James Wesley Voight ,  fratello del talentuoso attore Jon Voigt era famoso con lo pseudonimo CHIP TAYLOR : è stato uno di quei songwriters (anche cantante e chitarrista) verso cui la storia del pop, del rock e prima ancora del beat avrà in eterno un debito di riconoscenza, anche per aver scritto tra le altre due songs indimenticabili: la prima, WILD THING https://youtu.be/8-aJWGSoAMA?is=2rjzvXkHBjwbftOc , davvero seminale come Gloria, Louie Louie, Hey Joe , l'abc del garage (anche del pop?) e del rock più svergognati e aggressivi, resa famosa a livello mondiale dalla versione seducente e sensualissima che THE TROGGS ne realizzarono nel 1966 incidendola su 45 giri https://youtu.be/4qHX493bB3U?is=vRpOHlx2zQu8d5kJ .                               Chip Taylor nel 1973  Stiamo parlando di una di quelle rock songs tatuate (nella cover dei Troggs) nell'anima del sottoscritto ma probab...

RECENSIONI - BONNIE “PRINCE” BILLY: “We Are Together Again" (Domino, 2026) / di Rocco Sfragara

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  Will Oldham , a solo un anno di distanza dallo splendido " The Purple Bird" ( https://dudesofmusic.blogspot.com/2025/02/recensioni-bonnie-prince-billy-purple.html   leggi la recensione di  Rocco Sfragara)  torna con un lavoro tanto diverso altrettanto notevole, come se la sua prolificità, anziché annacquarne la produzione, ne alimenti la forza. Dopo un album dall’impronta decisamente country come il precedente, anche se non nel senso tradizionale del termine, questo " We Are Together Again " ha il passo di un pop da camera un po’ barocco, dalle venature folk, sempre minimale come nello stile di Bonnie ‘Prince’ Billy; nonostante ci sia in questo lavoro un dispiegamento di forze notevole (oltre la classica formazione chitarra - basso - batteria), con gli archi diretti da Ryler McNair (violino, viola e violoncello), i fiati di Thomas Deakin e Jacob Duncan (corno, tuba, clarinetto, sax e flauto) e le percussioni di Caleb Vasquez , il suono non risulta mai ridondant...