RECENSIONI - Zu: "Ferrum Sidereum” (9 Gennaio 2026, House of Mythology) / di Vanni Sardiello
Io gli Zu li seguo dai tempi di “ Bromio” . Li ho attraversati tutti: le derive jazzcore, le esplosioni noise, i momenti più atmosferici, le mutazioni sludge, le collaborazioni impossibili, i dischi che sembravano registrati dentro un’acciaieria in fiamme e quelli che invece si muovevano come entità astratte nel vuoto cosmico. Eppure ogni volta succede la stessa cosa: penso di sapere cosa aspettarmi… e puntualmente loro arrivano e mi spostano il pavimento sotto i piedi. “ Ferrum Sidereum ” è esattamente questo. Un terremoto lento. Una massa sonora enorme che non ti investe subito come farebbe un disco metal qualsiasi, ma cresce, si insinua, ti avvolge come fumo nero nei polmoni fino a diventare quasi fisica, opprimente, magnetica. Ottanta minuti che sembrano scolpiti nel ferro e nella cenere, un doppio album smisurato che invece di disperdersi riesce incredibilmente a mantenere una direzione precisa, una tensione continua, come se tutto fosse collegato da un unico filo invisibi...