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RECENSIONI - LIBRI: "NOI", di Evgenij Zamjátin (Editore: Fanucci - Collana Piccola biblioteca del fantastico, 2021 / di Nazzareno Martellucci

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  L'estetica cubofuturista di "Noi"  Scritto nel 1921, nel pieno dell'effervescenza delle avanguardie storiche, " Noi " di Evgenij Ivanovic Zamjatin è molto più del capostipite del romanzo distopico: è un dirompente esperimento visivo. Leggere questo capolavoro significa sfogliare una galleria d'arte in cui la pagina scritta si trasforma in una tela cubista e, al contempo, in un manifesto futurista in movimento. Zamjatin, ingegnere navale prestato alla letteratura, proietta sulla pagina l'ossessione per la geometria, il cemento e l'acciaio che respirava nella Russia dei suoi anni.                         Evgenij Zamjatin La vicenda si svolge nel ventiseiesimo secolo dentro lo Stato Unico , una società transennata da un muro di vetro dove gli esseri umani hanno perso il nome, sono rimasti solo dei "numeri" e vivono esistenze matematicamente regolate da tabelle orarie. Il protagonista, l'ingegnere D-503 , è il fedele...

RECENSIONI - THE FALL: "Singles Live Vol.2, 1980 – '83 (29 Maggio 2026, Popstock Records/Bella Union) / di Pasquale Boffoli

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  THE FALL : una sigla gloriosa, una band post-punk britannica - da Manchester - che mentre scriviamo ha assunto da tempo uno status leggendario, a otto anni ormai dalla sua estinzione che ha coinciso con la dipartita (2018) del suo leader e ispiratore di sempre e sin dai suoi lontani albori MARC SMITH. Smith, lead singer abrasivo e compositore per antonomasia refrattario fino ai suoi ultimi giorni alle sirene del business musicale - caratteristica che si è estesa senza scossa alcuna a tutte le vicende artistiche dei suoi Fall - impietoso cronista nelle sue liriche delle miserie e della greve quotidianità della classe operaia mancuniana, nonché beffardo e mai domo fustigatore del becero conservatorismo della società inglese: una sorta di novello Ray Davies dal dna punk con modalità interpretative molto più caustiche, plumbee, corrosive.                          The Fall nel  1978 Un po' di storia: la band nasc...

RECENSIONI - Zu: "Ferrum Sidereum” (9 Gennaio 2026, House of Mythology) / di Vanni Sardiello

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  Io gli Zu li seguo dai tempi di “ Bromio” . Li ho attraversati tutti: le derive jazzcore, le esplosioni noise, i momenti più atmosferici, le mutazioni sludge, le collaborazioni impossibili, i dischi che sembravano registrati dentro un’acciaieria in fiamme e quelli che invece si muovevano come entità astratte nel vuoto cosmico. Eppure ogni volta succede la stessa cosa: penso di sapere cosa aspettarmi… e puntualmente loro arrivano e mi spostano il pavimento sotto i piedi. “ Ferrum Sidereum ” è esattamente questo. Un terremoto lento. Una massa sonora enorme che non ti investe subito come farebbe un disco metal qualsiasi, ma cresce, si insinua, ti avvolge come fumo nero nei polmoni fino a diventare quasi fisica, opprimente, magnetica. Ottanta minuti che sembrano scolpiti nel ferro e nella cenere, un doppio album smisurato che invece di disperdersi riesce incredibilmente a mantenere una direzione precisa, una tensione continua, come se tutto fosse collegato da un unico filo invisibi...

DIPARTITE - SONNY ROLLINS (1930 - 2026): "IL CLASSICO DEL JAZZ" / di Sergio Spampinato

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Foto di K. Abe / Shinko Music / Getty SONNY ROLLINS (Theodore Walter Rollins) - ( New York, 7 settembre 1930 / Woodstock, 25 maggio 2026) Se si vuole accostare l 'aggettivo “classico” riferendosi al jazz, il nome che viene in mente è quello di SONNY ROLLINS , e non perché abbia rivisitato composizioni classiche in chiave jazz come ha fatto il Modern Jazz Quartet con cui Rollins ha pure inciso un album agli inizi della sua carriera, quanto perché lo stile di Sonny Rollins, molto più degli altri grandi del jazz come Charlie Parker, Miles Davis, John Coltrane e Thelonius Monk che hanno intrapreso e tracciato strade diverse, è riconducibile a una forma classica del jazz.                 Foto di Frans Schellekens/Redferns Non fosse altro che per il suo rimanere sempre legato alle armonie del tema, il linguaggio di Rollins appartiene a un fil rouge che passa da Coleman Hawkins e arriva a Ornette Coleman, e questo non viene in essere in una consider...

RECENSIONI - THE CLAYPOOL LENNON DELIRIUM: "The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy" (1 Maggio 2026, ATO Records) / di Nino Colaianni

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  Il " Dilemma della Graffetta" diventa un'opera rock. Tre anni di lavorazione a Rancho Relaxo e nello studio di Sean Ono Lennon nello stato di New York hanno partorito il lavoro più ambizioso e stratificato dei Claypool Lennon Delirium. " The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy " è un concept album distopico basato su un reale paradosso informatico: il dilemma della graffetta (l'idea che un'intelligenza artificiale superavanzata, istruita per produrre graffette in modo ultra-efficiente, finisca per distruggere l'umanità e l'universo pur di raggiungere il suo scopo). La storia segue l'artista Hippard O. Campus Jr. nella sua ribellione contro il padre (proprietario della CLIPNEX Corporation) e l'androide Cliptron per salvare il mondo dall'essere ridotto, letteralmente, a materiale da ufficio. L'album si muove su binari di ferocia calma. Non c'è la sguaiatezza di alcuni passaggi del passato, ma una tensione costant...

RECENSIONI – A.M.P. Band: “Alterazioni Mentali Permanenti” (POGOVERDACHTIG UND KOPFKRANK B-05, 2025) / di Leonardo Centola

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  A.M.P. Band  con " Alterazioni Mentali Permanenti", secondo lavoro in studio del trio pugliese (di Massafra) pubblicato nel 2025 per l'etichetta tedesca POGOVERDACHTIG UND KOPFKRANK B-05 , consegna un disco istintivo, ruvido e senza troppi giri di parole. Un album ben piantato in un immaginario punk diretto, provocatorio e orgogliosamente poco addomesticabile. Il disco arriva dopo l’esordio discografico “ Fermo Immagine ” (pubblicato il 15 Aprile 2022), un album bello, potente e scoppiettante al punto giusto, carico di quell’energia positiva che vorremmo ritrovare più spesso nelle canzoni. Nel primo lavoro, la formazione vedeva Mik Fuggiano Entact al basso e alla voce, Vincenzo Di Masi alla chitarra e Fulvio alla batteria. Nel nuovo capitolo, la band si presenta con una line-up parzialmente rinnovata. Sempre Mik Fuggiano Entact al basso e alla voce, Vincenzo Di Masi alla chitarra ed alla batteria Fabio Nardelli . Tra urgenza espressiva, suoni abrasivi ed un’attitudine...

SERIE TV: "DAISY JONES & The SIX" (2023, Prime Video) / di Nino Colaianni

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  Se chiudi gli occhi mentre ascolti The River , potresti quasi giurare di aver già sentito quel pezzo in un vecchio vinile graffiato degli anni '70. Invece, i " Daisy Jones & The Six " non sono mai esistiti. La serie Prime Video, tratta dal bestseller di Taylor Jenkins Reid , riesce nel miracolo di rendere tangibile una nostalgia per qualcosa che è solo finzione. Strutturata come un finto documentario (mockumentary) la serie segue l’incontro tra due forze della natura: Billy Dunne , leader tormentato dei " The Six ", e Daisy Jones , una "cool girl" di Los Angeles con una voce graffiante e un disperato bisogno di essere vista. La narrazione salta tra il presente (le interviste vent'anni dopo) e il passato glorioso e decadente della band.              Foto: Lacey Terrell/Prime Video È la cronaca di un successo planetario nato da una tensione creativa ed emotiva insostenibile, culminata nell'improvviso scioglimento della band all'api...