RECENSIONI - KULA SHAKER "Wormslayer" (2026, Strange Folk Records) / di Nino Colaianni
Se il precedente album " Natural Magick " era il ritorno a casa, " Wormslayer " è l'uscita della spada dalla roccia. Il titolo non mente: c’è qualcosa di epico, quasi cavalleresco, in questo nuovo ottavo lavoro dei Kula Shaker che mescola il folklore britannico più oscuro con il solito misticismo orientale, ma con un'aggressività sonora che non sentivamo dai tempi di " Peasants, Pigs & Astronauts". Crispian Mills ha messo da parte per un attimo i sitar per rispolverare dei riff di chitarra granitici. " Psichedelia Medievale" potremmo definirla, la vera sorpresa è l'integrazione di strumenti folk medievali con i synth moderni. È un mix strano sulla carta, ma che nelle loro mani diventa un viaggio lisergico tra Glastonbury e il Gange. Kula Shaker Il " Worm" (il verme/drago) del titolo sembra essere una metafora delle divisioni moder...