SPECIALI - THE DREAM SYNDICATE: “The Medicine Show 40th Anniversary Expanded Edition - I Know What You Like…” (2025, box 4CD - Down There Records/Cargo/Fire Records) / di Mario Clerici

 

È uscito il 17 Ottobre 2025, con un anno di ritardo, il box per il quarantesimo anniversario di “The Medicine Show” dei THE DREAM SYNDICATE, originariamente pubblicato nel 1984 dalla A&M Records, qui in versione particolarmente espansa su 4 CD  per quasi 4 ore e mezza di musica, con ben 29 brani finora inediti. Per l’occasione il leader della band Steve Wynn ha rispolverato il marchio Down There (distribuito in questo caso dalla Fire Records) la sua etichetta personale che aveva all’epoca pubblicato il primo seminale ep dei Dream Syndicate, oltre ai primi vagiti di altre band coeve come Green On Red e Naked Prey. Dice Pat Thomas (produttore di questa nuova edizione) nelle esaurienti note di copertina che per molti europei “The Medicine Show” fu il primo album dei Syndicate e il tour che ne seguì la prima esperienza live con la band. Per me fu lo stesso, ricordo che comprai il disco l’anno seguente durante una gita scolastica a Milano, incuriosito dalle recensioni lette. Per vederli dal vivo avrei dovuto però aspettare altri due anni, con un nuovo disco e una nuova formazione.

L’album è (lo scoprii in seguito) molto diverso dal predecessore “The Days Of Wine And Roses”, che aveva un suono ondeggiante tra i Velvet e Neil Young, con testi intimisti. La novità rilevante di The Medicine Show è il cambio di formazione: la bassista originale Kendra Smith se n’è andata nella primavera del 1983 (formerà poi gli Opal insieme a David Roback) ed è subentrato Dave Provost. Il nuovo bassista costruisce con il batterista Dennis Duck una tappeto ritmico basato sul groove, su cui i due chitarristi Steve Wynn e Karl Precoda si possono sbizzarrire in inediti intrecci. La band ha inoltre un nuovo contratto discografico, abbandonata l’indipendente Slash per la major A&M, che porta pure un nuovo produttore, l’esperto Sandy Pearlman, già al lavoro in passato sugli album dei Blue Oyster Cult e su «Give’em Enough Rope» dei Clash.

Il songwriting di Steve Wynn è cambiato, ora più impostato verso un rock classico con influenze blues, mentre i testi non parlano più di esperienze personali, ma sono veri e propri racconti brevi, ispirati alla letteratura hard boiled e intrisi di violenza e disperazione. Un’altra novità è l’ingresso in formazione del tastierista Tommy Zvoncheck al pianoforte e all’hammond che, soprattutto nelle ballate, aumenta il grado di classicità del suono, che a volte ha un che di springsteeniano. La lentezza delle registrazioni (oltre cinque mesi) e la pignoleria di Pearlman, che insoddisfatto fa suonare e risuonare le singole parti strumentali e vocali centinaia di volte, porteranno Steve Wynn all’esasperazione e ad una depressione che annegherà nell’alcol (che vengono descritte benissimo nella sua recente autobiografia «Non Lo Direi Se Non Fosse Vero»). Nonostante queste difficoltà il risultato è un mezzo capolavoro, diviso tra canzoni rock sostenute come Still Holding On To You, Daddy’s Girl, Armed With An Empty Gun e ballad (Burn, Bullet With Name On It, la title track, Merrittville), che diverranno colonne portanti dei loro spettacoli dal vivo. E poi c’è John Coltrane Stereo Blues, che rappresenta un po' per i Syndicate quello che In Memory Of Elizabeth Reed rappresentava per gli Allmann Brothers: la jam che sul disco originale dura poco meno di nove minuti (unico brano dell’album registrato in presa diretta più volte, su cui poi Pearlman farà un copia e incolla delle parti da lui preferite), ma che dal vivo può essere estesa a versioni anche di una ventina di minuti, in cui sulla instancabile base ritmica della premiata ditta Duck/Provost le due chitarre di Precoda e Wynn si inseguono e si intrecciano in pregevoli assoli e  originali riff.

Oltre alla bontà della scrittura dei brani, il punto di forza dell’album è proprio la chitarra solista di Karl Precoda che, dopo l’uscita di Kendra Smith, si sente libero di sperimentare parti strumentali non usuali, pur tenendo presente la lezione delle sue band preferite dei '70s (Led Zeppelin, Deep Purple, Blue Oyster Cult, Allmann Brothers). Dopo le otto canzoni dell’album originale, nel primo CD troviamo un’outtake di John Coltrane Stereo Blues (più lunga di quella poi finita nel disco), una interessante versione acustica, suonata dal solo Steve Wynn, di The Medicine Show in un luogo imprecisato (forse un bar, sentendo le voci in sottofondo) in cui il leader improvvisa un testo completamente diverso e poi - ça va sans dire - un’altra versione di John Coltrane, da una registrazione radio del giugno 1983, con Provost appena arrivato nel gruppo e Wynn che presenta la canzone con il titolo originale It’s Gonna Be Alright e dice che verrà pubblicata nel nuovo album in uscita a settembre (uscirà invece quasi un anno più tardi). Nel box troviamo un totale di sette versioni di questa canzone, ad un primo ascolto avrei voluto dire a Pat Thomas (produttore di questa nuova edizione): "adesso fai basta!" Però poi dopo altri ascolti mi sono reso conto che ogni versione presente ci permette di scoprire qualcosa di nuovo, d’altronde John Coltrane Stereo Blues è l’opus magnum dei Dream Syndicate ed è giusto che abbia un trattamento di riguardo.

Nel secondo cd c’è «This Is Not The New Dream Syndicate Album… Live», uscito originariamente come mini lp nel 1985, che è la registrazione ora completa di un concerto a Chicago del luglio 1984, già con il nuovo bassista Mark Walton, subentrato a Dave Provost, dimissionario perché esausto dopo il lungo tour promozionale a The Medicine Show. Il tastierista Zvoncheck diventa il protagonista di tanti brani di questo live, anche se non parte benissimo: una Tell Me When It’s Over springsteeniana ha una ampollosa introduzione di pianoforte, mentre va molto meglio con l’hammond su Bullet With My Name On It che crea un’atmosfera molto seventies. Un capolavoro poi la versione di Armed With An Empty Gun, con il piano molto ritmico che la rende quasi jazzata. Il pianoforte punteggia le fasi salienti di The Medicine Show, mentre l’organo fa saggiamente da contorno su John Coltrane Stereo Blues, lasciando spazio alle chitarre duellanti di Karl e Steve. Due qui le canzoni bonus rispetto alla versione originale: una bella versione di Burn e l’assalto all’arma bianca finale di Days Of Wine And Roses, con intermezzo doorsiano. Poco dopo la registrazione di questo live anche Zvoncheck se ne va, tant’è che possiamo sentire la classica formazione a quattro su una versione di John Coltrane Stereo Blues (a ridanghete!) registrata durante il tour europeo in Svezia nel settembre 1984.

Altri tre bonus ci sono su questo disco, due da un concerto a San Francisco nel novembre dello stesso anno: Bullet e Witness, una bella canzone incredibilmente mai comparsa su album. Completa il cd Weathered And Torn, registrata durante le prove nel luglio 1983 con Dave Provost (verrà incisa su «Ghost Stories» nel 1989). Nel terzo cd , intitolato «The Road To Medicine Show», si trova la vera manna per i fan: un concerto al CBGBs di New York della primavera del 1983, con Dave Provost appena entrato nella band. I Syndicate suonano i brani che finiranno nell’album in un set molto tirato, con due cover, Let It Rain di Delaney & Bonnie e Morning Dew, scritta da Bonnie Dobson. Il top di questo set è rappresentato da una punkettosa Bullet  suonata molto veloce (fu poi Sandy Pearlman, durante le sessioni dell’album, a suggerire di rallentarla) e una ennesima versione di John Coltrane in cui, mentre i due chitarristi tirano fuori l’anima, basso e batteria non si scompongono e mantengono l’impalcatura della canzone fino alla fine. Ci sono poi altri due bonus: una versione di Burn ancora con Kendra Smith, registrata ad una prova nel 1983 e l’ennesima versione (l’ultima) di John Coltrane, da una prova in studio con Sandy Pearlman. Il quarto cd, dal titolo «What Is And What Should Never Be », presenta un set registrato in Pennsylvania nel 1983 con Provost. Qui la band suona alcune cover: Suzie Q di Dale Hawkins, Evil Ways di Santana e Don’t Fear The Reaper dei Blue Oyster Cult. Qui si capisce molto bene che con l’ingresso di Provost i Dream Syndicate sono diventati una vera e propria live band, le cover sono solo un canovaccio per improvvisare e le due chitarre non si fanno pregare, tanto sanno che dietro di loro c’è sempre chi regge la baracca. 

Dice Dave Provost nelle note al box: «Ho sempre pensato alla band più come un gruppo jazz che un gruppo rock. Almeno quando ho iniziato a suonare con loro, perché era tutto free form. Ed era molto potente. Guardandosi negli occhi quando le parti dovevano cambiare». C’è poi un set di un altro concerto, stavolta in Texas nel febbraio 1983, una delle ultime esibizioni con Kendra. La differenza è chiara, sembra proprio di sentire un’altra band. Il modo di suonare di Kendra Smith è l’opposto di Provost: dove Dave cerca il groove, Kendra invece insegue spesso la melodia e le chitarre si adeguano, con meno assoli free e più feedback. Ci sono poi due brani dalle prove del dicembre 1982 con Kendra: Still Holding On To You e Armed With An Empty Gun vengono suonate per la prima volta, un interessante work in progress. Il box si chiude con una seconda versione di Witness, da un concerto in Giappone nel dicembre del 1984. Al ritorno negli USA Karl Precoda se ne andrà per divergenze con Steve Wynn sulla direzione da intraprendere e i Dream Syndicate diventeranno ancora un’altra band. Questa edizione espansa di “The Medicine Show” è veramente una fantastica strenna per ogni fan dei Dream Syndicate, rida’ finalmente all’album il posto che gli spetta nella storia della band e fa piena luce su quello che è, a mio parere, il miglior periodo del gruppo di Los Angeles. Acquisto obbligato per i fan, anche grazie al prezzo non proibitivo, il neofita può magari optare per l’album originale, contemporaneamente ristampato, ma penso che possa altrettanto godere ascoltando tutto il box, senz’altro una delle ristampe del 2025. Chiudo con le ormai immortali parole di John Coltrane Stereo Blues:  

"I’ve got some John Coltrane on the stereo, baby 

Make it feel all right

I got some wine in the freezer, mama

know what you like” 

Down There  downthere.bandcamp.com

The Dream Syndicate social  https://www.facebook.com/thedreamsyndicate?

Official  https://www.thedreamsyndicate.com/

Instagram  https://www.instagram.com/thedreamsyndicateband?igsh=MWRhNHEwYWdyc2F0Zw==

Ascolta l'intero Medicine Show  https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_nu2QtfyulLT3IITGFtTdV27ssRDcyCqmU&si=oq1K8j7kPLbrubO9

Ascolta l'intera Medicine Show Deluxe Edition  https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_m0JItMQAYGIYuChwN-h8kFOQV_lKa_dg4&si=3ZYG8hw8LEj5vXZ9

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