RECENSIONI - PEEL DREAM MAGAZINE: "Taurus" (1 Ottobre 2025, Topshelf Records) / di Pasquale Boffoli
Un anno dopo il bellissimo "Rose Main Reading Room" (leggi la mia recensione https://www.frastuoni.it/?p=14135) e a tre anni dall'altro capolavoro del 2022 "Pad" (leggi la mia recensione https://www.frastuoni.it/?p=8834) i Peel Dream Magazine di Joseph Stevens da Los Angeles sono tornati l'1 Ottobre 2025 con un nuovo mini album, "Taurus": otto brani, (23 minuti) prodotti in quelle stesse sessions del 2024 che avevano dato vita a Rose Main Reading Room, rimasti fuori e non pubblicati. Questa recensione potrebbe finire qui confermando tutto quanto di buono abbiamo scritto nel 2024 su R.M.R.R., tralasceremmo però imperdonabilmente il raro profumo e il coraggio che molto spesso hanno le sessions rimaste nei cassetti e che in Taurus puntualmente si ripropongono.
Joseph Stevens (foto di Samira Winter)I quieti quasi cinque minuti di Believer ad esempio, grondanti vibrafono/synth e sperimentali a macchia di leopardo, estremizzano le reiterazioni sonore che già conoscevamo, in odore della contemporanea e del minimalismo di Philip Glass e Steve Reich. Nella seducente Letters Stevens ripropone quell'avvolgente fascino melodico di ascendenza 'brianwilsoniana' che è uno dei tratti distintivi del suo songwriting: stessa storia per Seek and Destroy che oltre a un ipnotico motorik in odore di Stereolab e al solito mesmerico sussurrato vocale di Stevens può vantare un sontuoso folgorante avvio alla God Only Knows. Il breve asettico strumentale Down From The Trees respira quel delicato afflato verso la natura e gli animali che abita ormai da tempo l'estetica e la musica di Stevens e dei suoi Peel Dream Magazine, basti considerare l'elegiaca copertina naturalistica del disco.
Peel Dream Magazine: da sinistra Olivia Babuka Black, Ian Gibbs, Joseph StevensL'altrettanto esigua intimistica Taurus ha il fascino delle intuizioni compositive appena abbozzate a differenza della finale Take It (Demo) che riesce invece - con Stevens in dorata solitudine - a dispiegare tutta la sua acerba ma splendida melodia minimale. Le sorridenti, positive, ritmate The Band From Northampton e Venus in Nadir regalano la certezza di una band in stato di grazia. Se gli 'scarti' dei P.D.M. sono tutti di questo livello ci auguriamo che nel 2026 la band ne pubblichi una compilation molto più corposa e lunga perché questa musica è un toccasana per lo spirito e continua a disegnare per il futuro ipotesi sonore sorprendenti. Joseph Stevens, l'autore di tutti i brani, canta e suona praticamente tutto in Taurus: guitars, bass, keyboards e synthesizers. Solo Ian Gibbs suona la batteria in The Band From Northampton, Seek And Destroy e Believer, e Olivia Babuka Black canta in Believer. God bless Joseph Stevens !!!
Ascolta "Taurus" https://peeldreammagazine.bandcamp.com/album/taurus
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Venus In Nadir https://youtu.be/3BudTHsxVjA?si=f2OV0Mi3slSREDOa
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