RECENSIONI - CIVIC: "Chrome Dipped" (2025, ATO Records) di Mario Clerici
È uscito il 30 maggio 2025 "Chrome Dipped", il terzo album di studio del quartetto australiano CIVIC, un album sicuramente non facile da concepire, dopo che il precedente "Taken By Force" del 2023, prodotto da Rob Younger, li aveva salutati come gli eredi dei Radio Birdman. Questo nuovo disco ha diviso pubblico e critica, tanti si aspettavano che continuassero a proporre lo stesso suono, d’altronde tante persone preferiscono rimanere nella loro comfort zone (a volte, lo confesso, pure io). "Nei nostri primi due album abbiamo spinto per una sorta di suono punk australiano dei '70, ma con questo nuovo album abbiamo voluto andare in una direzione differente", ha dichiarato il chitarrista Lewis Hodgson, "perché il tutto iniziava a sentire un po’ di stantio...Non sapevamo molto bene cosa avremmo fatto, ma siamo entrati in studio molto aperti al cambiamento" ha aggiunto il cantante Jim McCullough. La band (oltre ai due citati ci sono il bassista Roland Hlavka e il batterista Eli Sthapit) ha ingaggiato il cantautore australiano Kirin J. Callinan per produrre l’album.
Callinan ha avuto l’idea di registrare il disco presso il museo MONA in Tasmania, un luogo che ha permesso di avere un suono più ampio rispetto agli album precedenti. Il produttore ha avuto mano libera nello smontare e rimontare le canzoni che inizialmente, dice Hodgson, avevano la classica struttura punk rock e che alla fine si sono trasformate in quelle che si possono ascoltare nell’album. Già i primi due brani del disco The Fool e Chrome Dipped evidenziano questo nuovo approccio, canzoni che risentono di influenze post-punk e rock classico (nella title track troviamo anche una voce femminile); mentre Gulls Way è una suggestiva ballata semi acustica. The Hogg è un pezzo dal riff ripetitivo ed insistente, mentre Starting All The Dogs Off è già uno dei pezzi forti dei loro concerti, una canzone che parte tranquilla per poi salire pian piano di tono ed esplodere in tutta la sua potenza, senz’altro una dei momenti più originali dell’album.
Civic - photo di Marcus Coblyn
Trick Pony ha una struttura noise quasi meccanica, come la seguente Amissus in cui spicca il lavoro delle chitarre, in Poison si torna alle atmosfere dell’album precedente, quasi come se New Race dei Radio Birdman fosse suonata da un gruppo hardcore. Lo stesso succede in Fragrant Rice, dove però McCullough si esibisce in un cantato robotico in contrasto con la frenesia degli strumenti. Kingdom Come è una ballad acustica con un breve finale elettrico in cui il chitarrista Hodgson canta pure da solista e Swing Of The Noose, l’ultimo brano in scaletta, ha una ritmica potente ed è impreziosito da una bella chitarra slide. I CIVIC hanno prodotto un buonissimo album senza ricalcare i loro passi precedenti, hanno aggiunto varietà alla scrittura, un disco che probabilmente tra qualche anno sarà considerato di transizione verso la loro ricerca di un suono originale.
The Fool
https://youtu.be/XBgZ6_yGllQ?si=joLGlyuzr5uTdV0j
Chrome Dipped
https://youtu.be/K_6-4-fLbZA?si=47GOmGrX_Qjlx8x8
The Hogg
https://youtu.be/Z9RC_W7r9aI?si=x1bJ3iluEiY4UyCi
Starting All The Dogs Off
https://youtu.be/O0j8FmawQpk?si=paNmwphyb8YSY-6r
Amissus
https://youtu.be/dsVGEJ-ifCY?si=5OXYyV-lCpRfRP1h
Poison
https://youtu.be/HkjOZUQTRiI?si=dIS1itkzqZkKbLrC
Swing Of The Noose
https://youtu.be/Rkfx3mR-pNs?si=Lo17MF_hREt3FSqt
Civic social
https://www.facebook.com/share/1AjqBW64xy/
Official


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