RECENSIONE - ERIC ANDERSEN: “Dance of Love and Death” (Y&T MUSIC, 2025) / di Rocco Sfragara
Eric Andersen non ha bisogno di presentazioni: è stato una colonna portante di quel movimento di giovani (e meno giovani) folksinger che si aggirava per i locali del Greenwich Village a New York ( Bob Dylan, Phil Ochs, Joan Baez, Fred Neil, Tim Hardin, Pete Seeger …) e alla veneranda età di 82 anni non ha certo più nulla da dimostrare a nessuno ma ha voluto, comunque, regalarci un nuovo disco di inediti, questo " Dance of Love and Death " ed è nuovamente un disco vivo, dalla qualità indiscutibile. Dopo " You Can’t Relive The Past " del 2000, Eric Andersen ha pubblicato dischi tributo al canzoniere americano, tre dedicati a grandi poeti ( Camus, Byron e Boll ) e qualche live sparso negli anni. Artista sempre lontano dalle logiche commerciali, ha lasciato passare ben 25 anni prima di consegnarci questo disco doppio da circa un’ora e mezza di durata. Le canzoni sono state registrate tra l’Olanda e l’Italia (Brescia e Torino) e sono tutte autografe tranne Cross of G...