INTERVISTE - REVEREND BEAT-MAN: "Lo chiamiamo Bern Metal..."/ di Pasquale Boffoli
I N T R O
"Hallelujah brava gente...": era da un po' che lo desideravo, alla fine sono riuscito a intervistare quel terribile impenitente garage man quasi sessantenne elvetico che risponde al nome di Beat-Man (nato Beat Zeller), conosciuto anche come Reverend Beat-Man, boss dal 1992 della svizzera Voodoo Rhythm Records, ad oggi 2026 a trentaquattro anni dalla sua nascita una delle più importanti e incontaminate labels garage-punk del globo terraqueo, con un catalogo musicale incredibile, assolutamente non ortodosso (garage blues, psychobilly, garage folk, etc...) e ormai vastissimo, colmo di pubblicazioni di alta qualità. "Haven for misfits" è stata definita in modo molto pittoresco e particolarmente significativo la Voodoo Rhythm, che in italiano (la rete informa) si può tradurre "un rifugio per gli emarginati": misfits in particolare si può riferire a persone e/o musicisti che non si adattano alla società o anticonformisti.
L'occasione per l'intervista con Reverend Beat-Man è l'uscita di "Off the Road We Go!", il nuovo incredibile decimo disco dei The Monsters, la band di primitive garage punk di cui lui è il boss indiscusso dal 1986. Non posso non ringraziare per la positiva riuscita dell'intervista Matt Hutchison della Shattered Platter, una piccola compagnia pubblicitaria americana che da' una mano a Beat-Man per promuovere alcune uscite della sua etichetta, è il caso di "Off the Road We Go!". Un grato grazie anche a Ciro Boffoli che come sempre mi ha confortato con sicurezza nella traduzione dell'intervista italian/english e english/italian. Buona lettura a tutti.
L'intervista "Lo chiamiamo Bern Metal..."
Ciao Reverend Beat-Man come stai? Un po' stanco di suonare in giro per il mondo da 40 anni e quasi sessantenne il tuo velenoso garage-punk con i tuoi fedeli Janosh, Jan e Pumi? Al contrario, questa è la mia vita. La mia vita è esattamente come l'ho voluta e me la godo appieno (alla grande). Essere musicista è il miglior lavoro che esiste, puoi lavorare quando vuoi: hai una libertà senza briglie. La gente ti ama, ogni porta è aperta per te, tutti ti mostrano il loro meglio. Ti nutrono anche, ti assicurano qualcosa da mangiare. E la cosa migliore è che ti pagano pure per farlo, talvolta di più talvolta di meno, e lo fai con i tuoi amici, in questo caso The Monsters.
Preferisci suonare da one-man band o con i tuoi The Monsters? Sono due cose completamente differenti: mi piace essere da solo, guidare per esempio, e fare ciò che voglio ma allo stesso tempo mi piace viaggiare per il mondo con i miei amici scambiandoci idee. Ognuna di loro ha i pro e contro.
Come è stato concepito il vostro nuovo decimo album "Off the Road We Go!"? Ho ascoltato i dodici brani e trovo fantastico il lavoro fatto con Robert Butler (The Miracle Workers, Get Lost!) e Jim Diamond dei Ghetto Recorders-Studios di Detroit (Dirtbombs, White stripes, Gories, Andre Williams). Un ponte gettato tra garage-punk europeo e americano. Lo chiamiamo "Bern Metal", il rock'n'roll che non conosce confini nazionali. Suppongo che siamo maggiormente definiti dalla nostra città, conosco Jim e Robert ormai da molto tempo e questa è una collaborazione organica ed è un perfetto insieme. Durante le prove Jim e Robert fanno parte della band e credo che si possa sentire che ognuno si prende la libertà di creare qualcosa di suo.
Com'era musicalmente nel 1986 Berna e la Svizzera quando iniziasti a professare la tua fede trash-garage-punk? La Svizzera era, lo è ancora, uno stato che non lascia entrare o uscire granché. Lo stesso succede per la sua scena musicale, negli anni '80 quando decidemmo di girare il mondo la gente ci riteneva dei pazzi, ridevano dicendo che non saremmo mai riusciti a farlo, che a nessuno sarebbe mai piaciuta la musica svizzera, ma noi dicevamo sempre: "Siamo di Berna, stiamo per ribaltate la situazione, ognuno può amarci o odiarci". Questo è ciò che ne venne fuori e che tutt'ora è. La scena musicale svizzera è incredibilmente buona, ogni settimana vedo una band eccezionale in uno dei tanti punk club, sono innovative e creative. Sfortunatamente nessuno di loro vuole uscire dai confini svizzeri vogliono restare nella loro zona dove vivono.
La tua Voodoo Rhythm Records è a mio parere una delle più importanti labels garage-punk a livello mondiale, molto varia anche a livello di proposte rock, country, folk, blues, psychobilly. Conservo gelosamente tutti i promo che mi hai inviato per recensioni nel corso degli anni Mi parli dei suoi inizi? Generi come funeral blues, folk nero, r'n'r primitivo o garage trash non sono mai esistiti; li ho inventati io perché l'ascensore mi sembrava troppo piccolo e stretto. Ricordo che quando realizzai il primo album dei Dead Bros la gente me lo rispediva chiamandolo "merda jazz". Prendi "Reverend Beat-Man e la Chiesa di Herpes", un disco di kraut rock, anch'esso mi fu rispedito da persone inorridite... ahahahah! Qualsiasi cosa mi incoraggiava ulteriormente ad abbattere qualsiasi confine! Naturalmente era un suicidio finanziario ma ero disposto ad accettarlo per amore dell'arte. Avrei mangiato ogni giorno del pane anziché della carne solo per avere la libertà di fare ciò che volevo.
Nel nuovo "Off the Road We Go!" dei tuoi The Monsters c'è solo un brano lento: il resto è all'insegna di un impatto punk molto aggressivo e denso, quasi grunge, anche grazie all'uso dark di tastiere e synthesisers. Nelle note di stampa si parla anche di black metal. È una naturale evoluzione del suono dei Monsters o anche frutto della collaborazione con Robert Butler e Jim Diamond? Questa è l'evoluzione della band, The Monsters li abbiamo creati nel corso degli anni. Vogliono sentirsi liberi per crescere, vogliono reinventare il mondo e stanno facendo un grande lavoro domandandosi quali nuovi sentieri prenderanno!
I testi molto minimali (una frase sola in alcuni casi) e primitivi di "Off the Road We Go!" parlano di bollette da pagare (Pay My Rent), problemi esistenziali (Problems), comfort zone da evitare come la peste (Comfort Zone)...poi? Credo che talvolta una sola parola dica più di un intero libro, questo succede in molti dei nostri brani, offriamo lo stimolo affinché le persone pensino e agiscano per proprio conto, anziché imporre come dovrebbero pensare: questa è la nuova libertà, è una rivoluzione intellettuale che stiamo cercando di realizzare.
I tuoi progetti musicali immediati e a lunga distanza? Realizzerò il mio primo psico album con la Bye Beneco dell'Africa del Sud a dicembre 2026.
Foto 1-2-7 di Heinrich Hofmann
Voodoo Rhythm Records bandcamp https://voodoorhythm.bandcamp.com/
-


.jpg)

.jpg)


Commenti
Posta un commento