LIVE REPORT - THE CLEOPATRAS: 26 settembre 2026, Grotta dei Pipistrelli, presso la ClubHouse degli Indian Bikers Motorcycle Club, Mother Matera / di Leonardo Centola
Ci sono concerti che si ascoltano e concerti che ti fanno sentire, da subito, a casa. Quello delle The Cleopatras alla Grotta dei Pipistrelli a Matera appartiene alla seconda categoria. Già il luogo meriterebbe una recensione a parte. Una grotta, una ClubHouse di Bikers ed un gruppo rock femminile fiorentino. Sembra l'attacco di una filastrocca per infanti goth, da recitare prima della nanna con il ciuccio nero ed il peluche a forma di pipistrello. E invece è l'inizio di una delle serate più belle di questa lunga estate. Le Cleopatras salgono sul palco senza cerimonie, con l'aria di chi ha ben chiaro dove andare a colpire e, dopo tre secondi, ti hanno già travolto. Il loro 'wall of sound' è un muro vero, di quelli portanti. Chitarra compatta come un blocco motore, basso che spinge come un bulldozer, batteria che, alla prima curva, sgomma fuori dal selciato e rientra in pista come se nulla fosse. Soprattutto una voce strepitosa quella di Vanessa Billi (anche tastiera e tamburino) che crea atmosfere care a Kathleen Hanna, periodo Le Tigre, e tastiere che spargono scintille ovunque, con la leggerezza di chi sa esattamente dove sono i freni ma decide di non usarli. Le altre cleopatre attualmente sono Marta (Marla) Franceschi (chitarra e cori), Alice Guerrini (basso) e Camilla Lastrucci (batteria). Niente orpelli. Niente assoli da quarto d'ora con la faccia sofferente. Solo energia pura, sparata alla velocità giusta, cioè alta. Ed è qui che sta il trucco che, poi, trucco non è.
Il concerto è stato musicalmente un gioco di specchi e rimandi: le Elastica incrociano le Bikini Kill in un vicolo buio, passano a salutare PJ Harvey e se ne vanno insieme a fare casino, dimenticando gli amori solitari alla faccia del duo francese Elli et Jacno, di Lio, ma strizzando l’occhio alle Electronic Tomato. Il tutto con un pizzico di follia alla Alberto Camerini, che non fa mai male, anzi, è un integratore alimentare senza controindicazioni e, soprattutto, senza bilancia. Per una sera, la prova costume viene, così, rimandata a data da destinarsi, con buona pace delle diete di giugno e con la benedizione delle Voodoo Queens di "Supermodel Superficial”.
Il risultato non è un collage di citazioni, ma un linguaggio personale, riconoscibile e contagioso. Poi arriva il momento che nessuno si aspettava. La dedica a Jaggo, al secolo Mick Jagger. È struggente ed ironica insieme, come si conviene a chi ama il rock abbastanza da non prenderlo troppo sul serio. Per un attimo, la ClubHouse diventa uno stadio con tanto di accendini, i Bikers si commuovono di nascosto e perfino i pipistrelli sembrano muovere i labbroni, a modo loro, come se fossero nel video di Hey Negrita.
Si esce stanchi, sudati e felici, con quella sensazione rara di aver assistito a qualcosa di autentico. Il concerto è stato mozzafiato nel senso letterale del termine, ad un certo punto respirare era facoltativo. Resta da dire grazie a chi ha reso possibile tutto questo. Gli Indian Bikers Motorcycle Club continuano, dopo il boom del live dei Fuzztones, a portare con ostinazione ammirevole a Matera musica che altrimenti qui non sarebbe mai passata. Lo fanno in una città dove, a voler essere generosi, il 90% dell'offerta culturale consiste nell'apertura di ristoranti, pizzerie, pub e Bed and Breakfast. Nulla contro la focaccia, sia chiaro, ma l'anima ha bisogno anche d'altro. I Bikers lo hanno capito da tempo e, concerto dopo concerto, stanno scrivendo le pagine della storia musicale della città. Lunga vita ai Bikers e guai a chi pensa di addomesticare la ClubHouse. Le comfort zone lasciamole ai B&B, con la colazione inclusa.
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Ascolta "Heart Pieces" https://thecleopatras.bandcamp.com/album/heart-pieces
Amore Narcotico (con i Meganoidi) https://youtu.be/NuPlp_kT55I?is=zFAme63WnfWpzWZ0





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