FROM THE PAST - ST. JOHN GREEN: "St. John Green" (1968, Flick Disc) / di Pierdomenico Scardovi
L'oltraggio in musica (e ovviamente in tutta l'arte)
L’oltraggio in musica ha una lunga storia, partita dal jazz, dalle avanguardie atonali classiche, dalla psichedelia e alla beat generation, arrivando alle prime forme “devianti” del rock, quali il freak e il punk, etc... Una lunga strada che lascia sul suo margine musicisti storicizzati quali Frank Zappa, Captain Beefheart, Johnny Rotten, Mike Farren e Kim Fowley, appunto. Gente che ha contribuito a scardinare il muro perbenista profuso dai media, delle società avanzate borghesi che dettavano il metro di misura della moralizzazione sugli altri ceti sociali.
E in questo unico lavoro dei St. John Green troviamo lo zampino di uno di questi padri della rivolta culturale, a dar man forte ai testi e alle idee musicali della band di Los Angeles, che assomiglia più ad una meteora che altro. Quel dandy, aerofago e flatulente che è stato KIM FOWLEY, insieme all’arrangiatore Michael Lloyd, produssero l’unico album eponimo della band psych post-garage dei St. John Green. Fowley è anche l'autore di tre songs dell'album: Canyon Women, St. John Green, One Room Cemetery e il coautore di Shivers of Pleasure. Il compositore principale della band è il bassista e cantante Eddie Bissot. A completare la line-up dei St. John Green: Shel Scott (batteria), Bill Kirkland (Chitarra) e Vic Sabino (Voce, Harmonica).
Un album con uno stile molto influenzato dal padrino Kim Fowley, organo ingenuo e chitarra decadente, canti e recitativi lascivi che ricordano quelli di Jim Morrison accompagnati da sonorità doorsiane (Messages from the Dead, Goddess of Death, Love of Hate) canzonette pop (Devil and the Sea, Do you believe, Help Me Close the Door, Spirit of Now), voci fuori campo filtrate, sconnessioni psichedeliche e tribalismi spaziali (7th Generation Mutation), un disco avvolto anche da un certo gusto retrò-démodé (St. John Green). La traccia sicuramente più bizzarra e sconcertante del disco è One Room Cemetery con i suoi 3:43: una sorta di inedito happening sonoro in cui succede di tutto, o se preferite un mini-trip lisergico/rumoristico senza appigli armonici. Molto più tradizionale e carnale il quasi spiritual di Canyon Women con tastiere garage vibranti. Che dire infine dei 3:16 dell'inclassificabile cabarettistica Shivers of Pleasure con il suo scanzonato mood da music-hall? Dodici tracce che rimangono cangianti e debolmente arcaiche rispetto ai canoni stilistici del 1968, l’anno di uscita. Copertina colorata tra le più belle, album ricercato e immancabile su tutti gli scaffali di cultori di psichedelia d’epoca.
Line-Up:
Eddie Bissot: Bass Guitar, Vocals
Shel Scott: Drums
Bill Kirkland: Guitar
Vic Sabino: Harmonica, Vocals
Tracklist:
Side one
7th Generation Mutation (Bissot)
Canyon Women (Fowley)
Devil and the Sea (Baxter/Sabino)
Do You Believe (Bissot)
Help Me Close the Door (Bissot)
Messages from the Dead (Bissot)
Side two
Goddess of Death (Bissot)
St. John Green (Fowley)
Spirit of Now (Baxter/Sabino)
Love of Hate (Bissot)
One Room Cemetery (Fowley)
Shivers of Pleasure (Bissot/Baxter/Fowle
Ascolta tutto "St. John Green". https://youtube.com/playlist?list=PLDs3J9R2fN892mRHKqewiRfAvsIxhsw5m&si=ROas8SSYNM4nnEth




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