RECENSIONI - POND: "Terrestrials" (2026, Mangovision/Secretly Distribution) / di Nino Colaianni
I POND, paladini della neopsichedelia di Perth in Australia, guidati dall'eclettico Nick Allbrook, sono tornati. Ma se vi aspettate i consueti loop iper-saturati come in "Man, It Feels Like Space Again" o le svisate synth-pop di "9", preparatevi a ricalibrare i vostri radar: il loro nuovo album "Terrestrials" compie una virata tanto inaspettata quanto affascinante. Il titolo è già una dichiarazione d'intenti. Dopo anni passati a fluttuare nel cosmo della space-psych, con Terrestrials i Pond decidono di atterrare. Le atmosfere si fanno più calde, organiche. C'è una forte riscoperta del groove primordiale, del basso pulsante e di chitarre che abbandonano per un attimo i pedali fuzz infiniti per abbracciare un sound più nitido, quasi funk-rock anni '70 alla Bowie periodo "Station to Station".
POND: foto di KristofskiLa produzione è meno caotica del solito, stratificata ma incredibilmente pulita. Ogni strumento respira. Nick Allbrook è in stato di grazia, la sua voce si muove con una disinvoltura disarmante tra falsetti glam e un recitato teatrale che tiene incollati all'ascolto. Terrestrial non è l'abbandono della psichedelia, ma la dimostrazione che si può vedere l'infinito anche restando sulla terra. L'essenza dell'album è riassunta in questi tre pilastri, Skyworks: Il perfetto manifesto dell'album, un giro di synth ipnotico che sfocia in un ritornello 80's quasi duraniano. È il pezzo più terreno e carnale mai scritto dalla band. Casuarina: qui i nostalgici dei Tame Impala (con cui, ricordiamolo, i Pond condividono da sempre DNA e membri storici) troveranno pane per i loro denti. Un synth-pop distorto che gioca con la gravità. POND: foto di Kristofski
Nashville (I'm Dying): La stramba ballata di chiusura. Malinconica, ma percussiva prima di esplodere in un finale orchestrale quasi da musical. I Pond sono cresciuti. Se i lavori precedenti erano trip lisergici per fuggire dalla realtà, "Terrestrials" è la colonna sonora perfetta per guardare in faccia il mondo di oggi, con tutte le sue crepe, senza perdere la voglia di ballarci sopra. Tralasciando l'artwork piuttosto bruttino, il disco è un ascolto imprescindibile per questo 2026.
Nick Allbrook
Ascolta tutto "Terrestrials" https://pondling.bandcamp.com/album/terrestrials
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