DIPARTITE - DAVE GREENSLADE: (1943 - 2026): "Il Pentateuco dell'Era Progressive" / di Pierdomenico Scardovi
Il 14 giugno 2026 se n’è andato uno dei più grandi tastieristi dell’età progressive: ci ha lasciato all’età dei 83 anni DAVE GREENSLADE. E’ stato tra l'altro tra la fine degli anni '60 e i primissimi '70 l’anima dei grandissimi Colosseum ed uno dei più grandi compositori per tastiere del livello di Keith Emerson, Rick Wakeman, Dave Stewart, Richard Wright, Tony Banks, Mike Ratledge, purtroppo molto meno citato di questi nomi nelle cronache musicali.
Greenslade: Dave Greenslade è il secondo da sinistraDave Greenslade, è stato un compositore complesso, ha trainato i Colosseum del batterista Jon Hiseman e del fiatista Dick Heckstall-Smith verso il trionfo di “Valentyne Suite”, il loro secondo album del 1969 all'insegna di un prog-jazz-blues davvero prodigioso. La carriera solista con la sua band GREENSLADE iniziata nel dopo aver abbandonato i Colosseum nel 1971 ha prodotto diversi album sullo stile sinfonico col quale il “genere” era andato ad approdare.
Con lui nella band c'erano Tony Reeves (bass), Dave Lawson (keyboards, clarinet, flute) e Andrew McCulloch (drums). Ricordiamo "Greenslade" (1973), "Bedside Manners Are Extra" (1973), "Spyglass Guest" (1974), "Time and Tide" (1975). "Shades of Green" (1997) è una utile compilation della band e "Live" (1999) un live-CD con registrazioni dal '73 al '75.
"Greenslade" (1973)La sua opera più impegnativa è "The Pentateuch of the Cosmogony" (1979) realizzato con l'artista figurativo inglese Patrick Woodroffe, un concept album e multimedia project. Nei duemila Dave Greenslade e Tony Reeves riunirono i GREENSLADE con John Young (guitar and vocals) e Chris Cozens (drums), pubblicando due album: "Large Afternoon" (2000) e "Greenslade live" (2001).
"The Pentateuch of the Cosmogony" (1979)




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