DIPARTITE - CLIVE DAVIS (1932 - 2026) : "Il Produttore dal fiuto infallibile" / di Pasquale Boffoli
La storia della musica, del rock, del pop del XX° secolo è stata fatta anche (e soprattutto) da discografici e produttori dei piani alti dalle antenne ben dritte motivati non solo da finalità commerciali ma anche da autentico e sviscerato amore per la musica di qualità: il potente produttore discografico CLIVE DAVIS, andato via a 94 anni il 22 Giugno 2026, dopo una vita intensissima è stato decisamente uno di loro grazie al suo fiuto sopraffino.
Clive Davis con Johnny Cash negli anni '60
Le sue coraggiose e iconiche gesta discografiche si sono svolte in ordine di tempo tra gli anni '60 e '90 in e con etichette fondamentali quali CBS, Columbia e Arista Records. I nomi degli artisti che ha messo sotto contratto fanno tremare i polsi, eccone solo alcuni di una lista lunghissima: Patti Smith, Aretha Franklyn, Dionne Warwick, Chicago, Johnny Cash, Bruce Springsteen...
... e ancora Janis Joplin, Big Brother & the Holding Company, Earth, Wind & Fire, Blood, Sweat and Tears, Lou Reed, Billy Joel, Santana, Grateful Dead, Willie Nile etc etc...
A fine anni '60 risale il suo rapporto tumultuoso con Miles Davis: riuscirà addirittura a galvanizzare l'attenzione del trombettista e compositore sui suoni elettrici rock che in quel periodo furoreggiavano, fino all'incisione dello storico "Bitches Brew" nel 1970. Negli anni '70 la sua Arista Records si occupò anche di jazz sperimentale. Il 28 gennaio 1997 Clive Davis è entrato nella Hollywood Walk of Fame. A 80 anni Clive Davis pubblicò "The Soundtrack of My Life", la sua autobiografia.
Clive Davis con Patti Smith nel 1975Rock Memories: nel 1978 Lou Reed pubblicò per l'Arista Records di Clive Davis "Street Hassle", prodotto da Richard Robinson, uno degli album più crudi, stradaioli e significativi della sua carriera. Ecco come il sito italiano di Lou Reed ha ricordato nei social l'incontro bizzarro ma fondamentale tra Davis e Reed che avrebbe partorito quel capolavoro:
"Nel 1976 Lou Reed era sul lastrico e per l'industria era un appestato: 'Metal Machine Music', l'album con il record di copie restituite alla RCA, gli era costato la reputazione. Poi lo chiamò Clive Davis. Reed disse: 'Se Clive poteva farsi vedere accanto a me, avevo girato l'angolo. Capii di avercela fatta'.
Davis portò Reed alla Arista e lo lasciò libero. E quando gli suggerì di allungare un frammento di due minuti per farne un singolo da classifica, si ritrovò tra le mani Street Hassle: undici minuti su overdose, prostituzione e amore perduto, impossibili da mandare in radio. Uno dei vertici di tutta la sua carriera. Un vero monumento della musica"




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