ANNIVERSARI - 1926-2026: 100 ANNI, IL SECOLO BREVE DI MILES DAVIS / di Sergio Spampinato

 


Il 26 maggio 1926 nasceva Miles Davis.100 anni fa come oggi. In questo lungo arco di tempo è stato detto tutto, e anche il suo contrario. Prendendo a prestito l'idea dello storico Hobsbawm, che ha dato nome al suo celebre saggio, "Il secolo breve", si può affermare che anche il secolo di Miles Davis ha subìto cambiamenti repentini e traiettorie diverse, anzi succedutesi nell'ancor più breve arco temporale di circa un ventennio che va grossomodo dal 1949 al 1969, in cui sono esplose e sono state tracciate ben 4 traiettorie differenti.

La prima, il Cool Jazz, caratterizzato da un arricchimento con il modello della scrittura colta europea, di cui Gil Evans fu mentore e arrangiatore, oltre che sostegno morale di Miles al suo ritorno da Parigi negli Stati Uniti e nel periodo iniziale di uso di eroina. La seconda fu quella intensissima e oltremodo prolifica del quintetto, poi sestetto, con John Coltrane e Cannonball Adderley ai sassofoni, Red Garland al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria, una vera e propria “macchina d'assalto” che in soli 3 anni, dal '55 al '58, creò ben 7 album ("Miles: The New Miles Davis Quintet", "Cookin' ", "Relaxin' ", "Workin' ", "Steamin' ", "Round About Midnight", "Milestones"), tutti pietre miliari del jazz. 

Poi vi fu il Jazz Modale, quello di "Kind of Blue", una vera e propria rivoluzione che ebbe luogo nel 1959, l'anno forse più importante nella storia del jazz perchè oltre a questo che rappresentò un mutamento nella forma armonica (pochi accordi, a fronte dei molti del bebop e della musica degli anni precedenti, con improvvisazioni create sulle scale più che sugli accordi) vennero fuori molti album dei piùimportanti musicisti (Mingus, Monk, Coleman, Brubeck, Coltrane). Nel 1960 vi fu un ritorno di Miles al Cool con Gil Evans, nel capolavoro "Sketches of Spain," in parte ispirato al Concierto de Aranjuez di Rodrigo, ma il ritorno alle orchestrazioni del Cool vi era stato  già prima con "Miles Ahead".

Infine vi fu il periodo elettrico,  caratterizzato dall'uso di suoni e strumenti elettrici presi dal rock, con "Bitches Brew" del 1969 a suggellare il cambiamento già in fermento nel corso degli anni '60. Ognuna di queste traiettorie rappresenta un mondo a sé stante, ma non avulso dagli altri, in un unico percorso sempre fluttuante e cangiante.




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