SPECIALI - COUNTRY JOE McDONALD (1942-2026): "Dalla psichedelia sofisticata dei Fish allo sberleffo velenoso militante contro il bellicismo americano" / di Pasquale Boffoli


I N T R O : "L'ultimo eroe di Monterey e Woodstock" 

Joseph Allen McDonald, detto Country Joe McDonald (nato l'1 gennaio 1942), è stato un songwriter, chitarrista, polistrumentista e cantante statunitense, famoso soprattutto per essere stato negli anni '60 agli inizi della sue vicende artistiche ed esistenziali il leader del gruppo di rock psichedelico di San Francisco (USA) Country Joe and the Fish che fondò con il chitarrista Barry "The Fish" Melton nel 1965. Ci ha lasciati a 84 anni lo scorso 7 marzo 2026. Questo è il mio omaggio alla sua arte musicale multiforme e alla sua vita intensa di oppositore mai domo fino alla fine dei suoi giorni alla politica bellicista del governo americano. Se fosse ancora con noi sarebbe certamente un feroce anti-trumpiano e un fiero oppositore dell'ideologia M.A.G.A. anche alla sua veneranda età: ecco perché i suoi dischi, le sue liriche sono oggi di un'attualità incredibile alla luce dei continui arroganti disastri bellici perpetrati da Donald Trump. 

Country Joe and the Fish, 1965 - Foto di Jim Marshall

Country Joe and the Fish furono una delle band seminali della contro-cultura sixties hippie-psichedelica che ruotava intorno al quartiere di Haight-Ashbury in San Francisco, insieme a moltissimi altri gruppi tra cui soprattutto i Jefferson Airplane e i Grateful Dead: scena musicale distintasi anche per le sue decise prese di posizione contro l'imperialismo bellico americano. Country Joe McDonald nei suoi dischi e in quelli con i Fish ha suonato anche l'harmonica: il suo approccio alla mouth-harp era per nulla ortodosso, personalissimo, nelle cronache è definito 'floating' (galleggiante).

Country Joe and the Fish:  psichedelia mutante da San Francisco 

Degli otto album della discografia di Country Joe and the Fish (compresi due live) almeno due sono imperdibili documenti della originalissima personalità artistica di Country Joe e band che mixavano folk, country, rock, psichedelia e musica elettronica con modalità illuminate all'interno di quella scena musicale intensamente creativa: "Electric Music for the Mind and Body" (Vanguard, 1967) e "I-Feel-Like-I'm-Fixin'-to-Die" (Vanguard, 1967). Soprattutto Electric Music for the Mind and Body è uno dei primi e più visionari album forgiati dalla straordinaria stagione sixties psichedelica di San Francisco, portatore di una psichedelia introversa dagli intensi aromi misterici che non ha eguali con brani preziosi come Bass Strings, Flying High, Not So Sweet Martha Lorraine, Death Sound Blues, Grace e un brano strumentale di quasi otto minuti come Section 43 che è accostabile per certi versi alle atmosfere psichedeliche arcane dei primi Pink Floyd, quelli Barrett-iani di "Piper At The Gates Of Dawn" (1967) ma soprattutto di "A Saucerful Of Secrets" (1968). La line-up originale della band in questo disco prevedeva oltre a Country Joe McDonald e al chitarrista solista Barry "The Fish" Melton: David Cohen alla chitarra ritmica e organo, Bruce Barthol alla chitarra basso e Gary 'Chicken' Hiroshima alla batteria.

ascolta tutto l'album  https://youtube.com/playlist?list=PLCPCv_MlpvgtY0dHdU-0r2cnAaGyh8Yg3&si=qIYV87BX_lNWynz6


Le dieci songs del successivo lavoro "I-Feel-Like-I'm-Fixin'-to-Die" pur confermando spirito sperimentale, melodie orientaleggianti e approccio spericolatamente creativo del primo disco uscito appena sei mesi prima, mettono già a fuoco a cominciare dalle liriche della famosa title-track l'audacia sardonica di Country Joe e dei Fish nello sfidare e sputtanare la politica bellica del governo americano in Vietnam, mentre la band si esibisce in venues chiave della scena (Fillmore) e nel 1967 in festival seminali come Monterey Pop. Essenziali da quel disco sono anche episodi  come Eastern Jam, Janis, Rock Coast Blues, Magoo, Pat's Song. 

ascolta tutto l'album   https://youtube.com/playlist?list=PLCPCv_MlpvgvE7sApcGQ3R33nY6JlVMuZ&si=xrIrAmDchHl7fh4u

Per i più volenterosi altri album in studio di Country Joe & The Fish da ricercare sono: "Together" (1968), "Here We Are Again" (1969), "CJ Fish" (1970), "Reunion" (1977), come live album "Live! Fillmore West 1969" (1994) e "Flyin' Back Home Again (San Francisco '68)" (2020). Una band, Country Joe & The Fish, che di quella scena di San Francisco forse ha goduto di meno fama rispetto a nomi più celebrati come Jefferson Airplane e Grateful Dead. Se si vuole avere un documento sintetico ma esaustivo del periodo musicale migliore di Country Joe and the Fish bisogna cercarne il "Greatest Hits" (Vanguard, 1969) e/o "The Life and Times of Country Joe and the Fish From Haight-Ashbury to Woodstock" (Vanguard, 1971). 

I-Feel-Like-I'm-Fixin'-to-Die

Country Joe McDonald è comunque prima di tutto ricordato nelle cronache musicali per I-Feel-Like-I'm-Fixin'-to-Die Rag, la title-track del 1967 del secondo album della sua band a causa della quale incappò in tantissimi casini con il governo americano e con la legge perché sbeffeggiava l'Amerika guerrafondaia e arrogante che nella guerra in Vietnam in quegli anni mostro' nuovamente (dopo le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki...tra l'altro) il suo lato più cinico e criminale. A Woodstock nel 1969 con una semplice chitarra acustica assicurata al collo da una corda rimediata all'ultimo momento cominciò dall'inculare l'Amerika guerrafondaia dedicandole un F-U-C-K irriverentissimo urlato insieme a centinaia di migliaia di ragazzi: poi fece cantare loro la sua immortale I Feel Like I'm Fixing to Die Rag.

Il Rag dell'inchiodato pronto a morire

Datemi una F! F! / Datemi una U! U! / Datemi una C! C! / Datemi una K! K! / Cos'è che viene fuori?FUCK!

Su venite voi grandi e forti uomini / lo zio Sam ha di nuovo bisogno di voi / s'è ficcato in un terribile casino / laggiù in Vietnam / insomma, buttate i libri e pigliatevi un fucile / ci si divertirà!

E un due tre / ma si combatte per cosa? / Non chiederlo a me, m'importa una sega / prossima fermata: Vietnam! / E cinque sei sette / spalancate le porte del cielo / non c'è neanche il tempo di chiedersi che cazzo succede / yu-uuuu! si muore!

Forza, Generali, sbrigatevi / la vostra grande occasione è finalmente arrivata / sguinzagliatevi e pigliate quei rossi / c'è un solo comunista buono: quello morto! / E voi lo sapete bene che la Pace potrà essere conquistata solo quando li avremo spediti tutti a quel paese.

Su, Wall Street, non rallentare /perché mai? qui c'è guerra a volontà / c'è un sacco di bei soldi da fare / rifornendo l'esercito degli strumenti del mestiere! / Sperate solo e pregate che, se sganciano la Bomba / la sgancino sui Vietcong!

Suvvia, mamme di tutto il Paese/ mandate i vostri ragazzi in Vietnam / suvvia, babbi, non esitate / spediteli prima che sia troppo tardi: fate in modo, via, di essere i primi nel vostro palazzo ad accogliere vostro figlio che torna a casa in una cassa!

E un due tre / ma si combatte per che? / Non chiederlo a me, m'importa una sega / prossima fermata: Vietnam! / E cinque sei sette / spalancate le porte del cielo / non c'è neanche il tempo di chiedersi che cazzo succede / yu-uuuu! si muore! 

ascoltala, live a Woodstock nel 1969  https://youtu.be/eRl6-bHlz-4?is=yGHi0uNdvB9yHvxw

Questa sardonica song è nel 2026 a distanza di 27 anni dalla guerra in Vietnam di un'attualità sconvolgente al cospetto di un presidente USA malvagio e onnipotente come Donald Trump e della sua arrogante litania M.A.G.A. (Make America Great Again) che ogni giorno rilancia l'immagine di un'Amerika padrona del mondo, e che solo nel primo anno di presidenza ha scatenato otto guerre, ultima quella contro l'Iran insieme al criminale Israele sionista. Il testo duramente sardonico anti-Vietnam war di I Feel Like I'm Fixing to Die Rag  può nel 2026 tranquillamente adattarsi all'aggressione americana in Iran.

Country Joe McDonald

Ho avuto il privilegio di incontrare Country Joe McDonald nel 2005 in occasione del Festival Blues di Pistoia e di scattare una foto insieme a lui con un mio caro amico: l'artista vi si esibì eseguendo tra l'altro in perfetta solitudine (con la sua chitarra, come a Woodstock nel 1969) Support The Troops, un'altra sua song contro la guerra, quella americana in Iraq. 

ascoltala  https://youtu.be/0cAAVuboEXA?is=FbI6dMBr9RKMULte

Quando lo incontrammo dopo la conferenza stampa che precedette la sua performance stentammo a credere fosse lo stesso indomito eroe hippie di Woodstock: un ometto con occhiali e con il suo cappellino, dimesso e triste, spaesato e timido, con cui scambiammo timidamente due chiacchiere in un americano molto stentato, il mio e quello del mio amico.

Un'altra sardonica protest song (come nella tradizione del nostro) servita con modalità irriverenti da C.J. contro la guerra in Iraq è stata Cakewalk to Baghdad

ascoltala  https://youtu.be/vLByWRqRhME?is=WAt24xS4ZPnCN36a

scritta dal bassista dei Fish Bruce Barhol, presente sul doppio CD/DVD della Country Joe Band "Entertainment Is My Business" (2014, Secret Records) con i riuniti Fish - tranne il chitarrista Barry "The Fish" Melton - con incisioni live del 2004, anno della reunion. La costante solidarietà umana e artistica in vita di Country Joe McDonald con i Vietnam Veterans e la sua profonda incrollabile fede pacifista ne hanno fatto il bardo per eccellenza della protest-song americana del XX° secolo (insieme ad altri noti songwriters) e sono manifeste anche in alcuni suoi album solisti come "War War War" (1971, Vanguard: le songs sono basate sulla poesia di Robert William Service) e "The Vietnam Experience" (1988, Rag Baby), una compilation di songs presenti su vari album centrate su una condanna durissima della terribile lunghissima guerra in Vietnam che ancora oggi rappresenta una dolentissima ferita aperta nel cuore dell'America. 

La discografia solista del nostro è nutrita, poco meno di una trentina di dischi tra quelli in studio e i live, tra il 1969 e il 2017: oltre a quelli imperdibili già citati ("War War War", "The Vietnam Experience") sono almeno da recuperare o ascoltare per la prima volta "Thinking of Woody Guthrie" (1969, Vanguard, un atto di fede nel grande mitico folkman americano), "Goodbye Blues" (1977, Fantasy), "Rock N Roll from Planet Earth" (1978, Fantasy); tra i live "Incredible! Live!" (1972, Vanguard), "Country Joe Live at the Borderline (2007, Rag Baby), "War, War, War, Live" (2008, Rag Baby). 

Si consiglia di cercare anche il raro "Eat Flowers and Kiss Babies Live with Bevis Frond" (1999, Woronzow), documento sonoro prezioso della collaborazione una tantum tra l'americano Country Joe McDonald e l'inglesissima band del grande chitarrista garage Nick Saloman. Vi si rivisitano in chiave ultra-elettrica soprattutto alcuni classici di Country Joe and the Fish. 

Una robusta e carismatica eredità discografica e artistica 'alternativa' quella lasciataci da Country Joe McDonald, non abbiamo dubbi che resterà inossidabile nei certamente travagliati anni che ci attendono.


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