RECENSIONI - BILL CALLAHAN: "MY DAYS OF 58” (Drag City Records, 2026) / di Rocco Sfragara
Non si nasconde più da tempo dietro la sigla Smog, Bill Callahan, ormai da 20 anni, come se le sperimentazioni autoriali cominciate alla fine degli anni ’80 fossero servite per raggiungere un’identità ben precisa come il cantautore intimo e minimale che è oggi, un po’ come il suo amico Will Oldham (Bonnie ‘Prince’ Billy), forse giusto più etereo ed eclettico di lui. L’espressività della voce baritonale (spesso discorsiva come il suo punto di riferimento Lou Reed) ha dato una connotazione, una riconoscibilità particolare, alle canzoni di Bill Callahan, sempre più legate alla sua sfera personale e meno pungenti e sarcastiche rispetto al periodo Smog.
Bill Callahan
"My Days of 58", pubblicato il 27 Febbraio 2026, nasce dai concerti immortalati nel bellissimo e necessario live "Resuscitate!" del 2024 che riprendeva i suoi vecchi brani reinventati completamente dal gruppo di musicisti che Callahan ha messo in campo per l’occasione (aggiungendo sax, tastiere e harmonium al suo tradizionale sound essenziale). Condizionato da quell’esperienza, Bill Callahan, costruisce il suono di My Days of 58 sulla falsariga di quella formazione, ampliandolo e cambiandone qualche interprete (Dustin Laurenzi al sax, Mike Saint Claire al trombone, Bill McCullough alla pedal steel, Richard Bowden al fiddle, Pat Thrasher al piano, Jerry David De Cicca al tamburello, Chris Vreeland al basso, Eve Searls come seconda voce e i compagni storici Jim White alla batteria e Matt Kinsey alla chitarra) e vestendo i brani presenti nei 60 minuti del disco di un’aura insolitamente melodica e orecchiabile.
Bill Callahan, foto di Bill McCullough
Per registrare My Days of 58, l’autore ha utilizzato un metodo nuovo: quasi tutti i suoi dischi precedenti sono stati registrati dal vivo in studio mentre, in questo, Callahan ha registrato le basi unicamente col batterista Jim White, e in qualche caso Matt Kinsey, mentre gli altri musicisti hanno inserito le loro parti sovraincidendole successivamente, lasciando spazio ad ognuno di improvvisare. Il disco è stato inciso su nastro, registrando completamente in analogico, confezionando quel suono dal fascino imperfetto che con il digitale, nella musica odierna, si è un po’ perso. My Days of 58 è un ottimo disco, diretto e dalle belle melodie; probabilmente non è il suo lavoro migliore ma certamente è il più fruibile e forse contribuirà ad ampliare l’attuale nicchia di pubblico affezionato.
Sito Ufficiale https://www.dragcity.com/artists/bill-callahan
Social https://www.instagram.com/therealbillcallahan/
Ascolta tutto "My Days of 58" https://www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_nBi_pyMD0YQnDrgAl9gXHI6dcWmADzBOc
The Man i’m Supposed To Be https://www.youtube.com/watch?v=VTwVcCqG1Ig&list=OLAK5uy_nBi_pyMD0YQnDrgAl9gXHI6dcWmADzBOc&index=2



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